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Convegno 1 e 2 settembre 2012 PDF Stampa E-mail

In questi due giorni, si sono ritrovati nella Villa Gregoriana di San Marco d’Auronzo, famiglie, giovani e adulti per riflettere insieme sul tema:

I BENI PIU’ UTILI NON SI POSSONO COMPRARE
“Fermati. Accanto a te c’è un altro uomo.
Incontralo: l’incontro è la più grande, la più importante delle esperienze”
(E. Lèvinas)


È possibile, in un contesto di analisi economica dei rapporti sociali, fare riferimento a concetti quali fiducia, gratuità, perdono? Non solo è possibile, ma è anche necessario, se vogliamo riscoprire nella vita lavorativa e quotidiana il giusto equilibrio tra la ricerca dei beni materiali ed il valore dei beni comuni e dei rapporti umani.

Sono stati questi i temi al centro della due giorni di dialogo e confronto sul tema «I beni più utili non si possono comprare» che la Pastorale Sociale e del Lavoro ha organizzato per lo scorso fine settimana a San Marco d’Auronzo. «Il nostro tempo vive una contraddizione», ha introdotto don Mario Doriguzzi, responsabile della Pastorale: «da una parte sappiamo che le cose più importanti della nostra vita sono l’amore, le relazioni, il tempo; dall’altra siamo spinti a pensare che solo chi ha denaro può essere davvero felice. Da anni viviamo una fase di crisi economica, alla quale abbiamo cercato di reagire con strumenti economici: forse è arrivato il momento giusto per renderci conto che non tutto è governabile con l’economia. La nostra società è costruita sulla base dei grandi principi di libertà, uguaglianza e fraternità: per decenni ci siamo concentrati soprattutto sui primi due, dimenticando il valore fondamentale della fraternità».
L’incontro ha avuto come momenti di approfondimento le relazioni del professor Erasmo Santesso, docente di Economia Aziendale alla Facoltà di Economia dell’Università Ca’ Foscari di Venezia, e di Giuseppe Milan, professore di Pedagogia interculturale alla Facoltà di Scienze della Formazione dell’Università di Padova.
Cos’è il bene comune? «È l’insieme delle condizioni che consentono a tutti, nel presente e nel futuro, uno sviluppo completo», spiega il professor Santesso. «Il concetto di impresa, intesa come modo di organizzarsi per produrre beni e servizi in modo più efficiente, diventa un elemento fondamentale del bene comune se accetta di spostare la sua azione dalla competizione alla collaborazione con altre imprese, ponendosi come obiettivo non la vittoria ma il bene dell’uomo. E in un processo collaborativo diventa fondamentale la fiducia, che è un bene vulnerabile, perché dipende dalla risposta dell’altro senza nessuna garanzia. D’altra parte, è nella vulnerabilità che si nascondono alcune delle espressioni più belle della vita, come il dono, la stima, la gratitudine. Anche in un contesto economico, quindi, deve essere lasciato spazio per il perdono, per l’incontro libero».
«L’incontro è un momento centrale dell’esperienza umana», aggiunge il professor Milan. «L’uomo è creato per il dialogo, ma è fondamentale educare alla relazione. E l’educazione all’incontro è uno di quei capitali invisibili che non si possono comprare: può essere trasmessa attraverso l’esempio. Purtroppo questa società ci spinge a relazioni superficiali, fragili. Dobbiamo invece imparare a “so-stare”: abbandonare la nostra sicurezza per andare incontro all’altro, metterci in gioco ed accettare senza riserve chi ci sta di fronte nella sua unicità».
L’incontro si è concluso domenica mattina con la Messa celebrata dal vescovo Andrich, che ha voluto citare il cardinale Martini: «“Prima di chiederci se siamo credenti o non credenti, dovremmo chiederci se siamo pensanti o non pensanti”. Ben vengano dunque queste giornate di riflessione su temi fondamentali, come l’incontro tra uomini e tra generazioni. E se le relazioni tra persone spesso sono incostanti, ricordiamo che Dio nei nostri confronti rimane sempre fedele: nonostante tutti i mali che stanno nel nostro cuore possiamo sempre confidare sul Suo perdono. La misericordia di Dio è una specie di navigatore satellitare per la nostra anima: non ci rimprovera se sbagliamo strada, semplicemente ricalcola il percorso per portarci a destinazione. Così non siamo mai persi, non siamo mai soli».

Michele Giacomel  (da L’Amico del Popolo 01.09.2012)


Nella sezione convegni
trovi le relazioni dei Prof. Santesso E. e Milan G.

 
APPUNTAMENTI PDF Stampa E-mail

SABATO 13 OTTOBRE alle ore 15:30 presso il
Centro Diocesano Giovanni XXIII
- Sala Luciani


PARTECIPARE!
L’IMPEGNO SOCIALE NELLA COMUNITA'


L’attualità del messaggio di Giuseppe Toniolo
su lavoro e impresa

«Un programma sociale di democratizzazione del mercato, ostile a un capitalismo selvaggio e senza regole, alle concentrazioni monopolistiche, al predominio della plutocrazia finanziaria, ai poteri forti, un programma, insomma, teso a orientare l’economia di mercato al fine etico dello sviluppo e della crescita, morale e materiale di tutti previa tutela della libertà economica e d’impresa». (G. Toniolo)

 

Il convegno/tavola rotonda è organizzato dalle ACLI

Scarica la locandina Icona pdf

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